Simeone Metafraste († 1000 circa)

Simeone Metafraste († 1000 circa)

Già al tempo di Michele Psello ( † ca. l078) era venerato come santo.

Compose il "menologio", che racconta le storie di tanti santi. Lasciò anche una biografia della Vergine santa.

Autore di diversi scritti mariani: Vita di Maria, Discorso sul lamento funebre di Maria, un Commentario sull'immagine romana della Theotokos, un Canone sulla festa della Natività di Maria. Compose anche delle preghiere mariane.

 

Vita di Maria - Maria nella passione di Cristo

La traduzione italiana della Vita di Maria è in Testi Mariani del Primo Millennio, Roma 1989, vol. II, pp. 980-1019.

 

Simeone intende basare la narrazione di questi eventi sulla fiducia in testimoni scelti e credibili. Ecco le qualità che devono possedere questi testimoni: l) hanno scritto con accuratezza sulla Vergine; 2) possiedono una dottrina insigne; 3) hanno condotto una vita esemplare.

Fa anche tre nomi specifici: Gregorio Nisseno, Atanasio e Dionigi Areopagita.

La condizione che egli pone al di sopra di tutte le altre consiste nel fatto che le sue narrazioni vengano confermate dalla testimonianza del vangelo (Vita di Maria 1).

 

Inizialmente il Metafraste espone in breve gli episodi che si riferiscono al periodo dell'infanzia della Vergine: la sua nascita in circostanze straordinarie, la presentazione al tempio, il matrimonio con Giuseppe. Poi si diffonde maggiormente sugli avvenimenti principali della vita del Cristo, soprattutto durante la passione.

 

Maria è sempre con il Figlio :

"Narreremo infatti come ella sia sempre vissuta insieme a suo Figlio; come gli sia stata sempre accanto, anche nei momenti più difficili. Infatti non si è separata da lui neppure durante il tempo della passione, quando tutti gli altri, discepoli, amici e conoscenti, abbandonato il Figlio tutto solo, si diedero alla fuga. E ancora quando altri, dopo essere rimasti per un poco, lo rinnegarono." (Vita di Maria, 27)

 

Maria all'ultima cena, con le donne che servono :

"Quando Gesù celebra il divino mistero (dell'Eucaristia) e trasmette l'insegnamento della sua grandissima umiltà (lavanda dei piedi), mentre egli siede insieme ai discepoli, ordina invece alla Madre di prendersi cura delle donne che servono a tavola. Così, per mezzo della Madre, egli le accoglie benevolmente e, mangiando insieme ad esse, mostra di ringraziarle per il servizio che prestano." (Vita di Maria 28).

 

Maria al calvario :

"Con prudenza e con riverente ardore, anche dopo la morte del Figlio, raccolse quell'acqua e quel sangue che, come se egli fosse ancora vivo, continuavano a sgorgare dal suo costato aperto." (Vita di Maria 32)

 

Maria convince Giuseppe di Arimatéa :

Maria viene a sapere che proprio sul luogo stesso del Calvario c'era un sepolcro nuovo. Così doveva essere il sepolcro per Gesù; non solo perché si trattava del Figlio di Dio, per il quale del resto qualsiasi sepolcro, rigorosamente parlando, sarebbe stato indecoroso e indegno; ma perché, se vi fossero stati deposti altri cadaveri, sarebbero potuti sorgere dubbi a proposito del corpo del risorto. Ella si reca allora dal proprietario del sepolcro, Giuseppe di Arimatea, e lo convince a presentarsi dinanzi a Pilato per chiedere il corpo del Signore.

 

Maria, la prima testimone della risurrezione :

"Il gioioso annuncio della risurrezione dunque sembra sia stato dato a lei per prima ed ella poté contemplare, per quanto era possibile, lo splendore del Figlio. Così dunque la Theotokos, contemplando più chiaramente la risurrezione del Figlio, confermò coloro che l'annunciavano, piuttosto che le donne che portarono gli oli profumati. Queste del resto, nel riferire di aver visto il Signore risorto, non fecero alcuna menzione della Vergine, nel timore che, producendo la testimonianza della Madre, avrebbero gettato un'ombra di sospetto (sulla veridicità dell'evento), e per conseguenza avrebbero riscosso minor credito." (Vita di Maria 36)

 

L'Assunzione :

Maria è vicina alla morte; gli apostoli sono intorno a lei; ella depone il suo spirito nelle mani del Figlio. Il corpo della Vergine è causa di numerosi prodigi. Poi il corpo viene trionfalmente condotto al Getsemani e quivi sepolto. A questo punto Simeone si riferisce alla testimonianza di Giovenale, vescovo di Gerusalemme, il quale afferma che dopo tre giorni il sepolcro venne riaperto per permettere ad un apostolo di venerare il corpo della madre di Dio, che però non c'era più. Erano rimasta solo la veste. Segue la storia del trasferimento della veste a Constantinopoli e dell'origine del Santuario delle Blacherne. (Cf. Vita di Maria 39-52)

 


 

L.GAMBERO,
pontificia facoltà Marianum , Roma