Melitone di Sardi (+ prima del 195), Maria l’agnella pura

Questo vescovo di Sardi in Asia Minore, fu molto stimato dai suoi contemporanei come grande carismatico.

Tra le sue numerose opere, quasi tutte perdute, ci è rimasta un'omelia sulla Pasqua, elegantissima nella forma, sostanziosa nei contenuti.

Nell'ambito della celebrazione della Pasqua, l'unica «festa annuale» nell'epoca prenicena, si colloca l'omelia "Perì Pascha" pronunciata, tra il 160-170, da Melitone nella veglia pasquale che, secondo la tradizione asiatica, aveva luogo il 14 Nisan ; in tale veglia si leggeva Es 12, il racconto cioè de l'istituzione della Pasqua.

Nel corso dell'omelia Melitone menziona quattro volte (nn. 66.70.71.104) la Madre di Gesù, mettendo in risalto la sua condizione di vergine (nn. 66. 70. 104) e chiamandola «la bella (buona) agnella» (n. 71).

 

Maria l'Agnella pura

È lui, che in una Vergine s'incarnò,

che sul legno fu sospeso,

che in terra fu sepolto,

che dai morti fu risuscitato,

che alle altezze del cielo fu elevato.

E' lui l'agnello muto,

è lui l'agnello sgozzato,

è lui che nacque da Maria, l'Agnella pura,

è lui che fu preso dal gregge

e all'immolazione fu trascinato [...]

(Melitone di Sarde, Omelia sulla Pasqua n. 70-71)

 

Una sfumatura cultuale

L'affermazione che Cristo «si incarnò in una vergine» (n. 70) è dovuta a motivi di ordine dottrinale (...) ma il termine «vergine» e soprattutto l'espressione «la Vergine» designano, in contesti specifici, semplicemente e direttamente la madre del Signore e hanno acquistato una sfumatura cultuale, appaiono cioè usati con un senso di venerazione e di stupore, per il prodigio della maternità divina e verginale di Maria.

L'attenzione degli storici della pietà mariana è attratta soprattutto dalla frase «Questi è colui che fu partorito da Maria la bella agnella» (n. 71). Nell'ambito del commento a Es 12, il vescovo di Sardi la proietta sulla Vergine le caratteristiche di «agnello pasquale» proprie del Figlio, «agnello senza difetti e senza macchia» (1 Pt 1,19 ; cfr. Es 12,5). Maria è vista come l'agnella pura, «bella e buona».

I. Calabuig

 

Un valore dottrinale

Associando l'incarnazione, la croce e la risurrezione, Melitone suggerisca che Maria sia quella per cui il Cristo ha potuto soffrire e risuscitare perché prima è nato da lei, veramente uomo.

Melitone ha intuito la Vergine dell'Annunciazione già protesa all'oblazione sacrificale del Figlio.

Fa il legame colla Pasqua ebraica dove gli ebrei immolavano l'agnello pasquale e mostra il Cristo, vero agnello. Maria è chiamata la buona agnella: la carne dell'agnello viene dall'agnella. Maria è associata alla croce perché ha consentito al sacrificio.

 


A Gila