S. Ambrogio di Milano, Dottore della Chiesa (339-397)

S. Ambrogio di Milano, dottore della Chiesa (339-397)

Ambrogio di Milano è indubbiamente una delle piu grandi figure della Chiesa latina antica e massimo esponente, insieme con Agostino, del pensiero mariologico occidentale.

 

Nacque a Treviri nelle Gallie, dove suo padre era prefetto, fra il 334 e il 339. Studiò e insegnò retorica. Verso il 370 fu nominato governatore della Liguria e dell'Emilia, con sede a Milano. Uomo integro e coscienzioso, dopo la morte del vescovo ariano Assenzio, ancor catecumeno fu acclamato vescovo da tutto il popolo di Milano, sia da parte ortodossa che da parte ariana. Fu battezzato e otto giorni dopo consacrato vescovo, il 7 dicembre 374. Sotto la guida del dotto sacerdote Simpliciano si dedicò infaticabilmente allo studio dei Libri sacri, della Tradizione ecclesiastica, dei Padri latini e specialmente greci. Celebre predicatore, esercitò un influsso determinante nella situazione ecclesiastica e politica del suo tempo.

 

Ambrogio, innamorato di Cristo- Verbo, arde come Paolo di gelosia divina per la verginità consacrata al Signore. Sulla fondò e diresse monasteri di vergini. Alle vergini scrisse quattro celebri opere; "della verginità" - intesa nel senso più ampio: di corpo, di cuore e di spirito - parla spesso con squisita delicatezza. [...]

 

Nutre infatti e manifesta verso Maria una profonda venerazione, che nasce non da sentimentalismo pietistico, ma dalla precisa coscienza del suo posto singolare nel mistero della salvezza. Accetta con chiara formulazione cristologica la divina maternità di Maria; recupera ed amplia il tema antico dell'antitesi Eva-Maria. [...]

Propone la Vergine nel suo più vero ed evangelico ritratto di pudore verginale, di attento ascolto della Parola di Dio, di umiltà di cuore, di laboriosità incessante, di carità sollecita verso i poveri, di ascesi quotidiana, di equilibrio interiore, di ardente brama dello Sposo continuamente cercato e sempre fedelmente seguito.

Aspetto importante in Ambrogio, ripreso dal Vaticano II, è la tipologia ecclesiale di Maria. Egli infatti istituisce un parallelismo tipologico tra Maria e la Chiesa, tra la maternità di Maria e i sacramenti della Chiesa, tra Maria e ogni fedele nella Chiesa, riguardo appunto alla verginità di fede e alla fecondità nello Spirito.

 

 


 

L. GAMBERO, Testi mariani del primo millennio, vol 3, Padri e altri autori latini, Città Nuova Editrice, 1990, estratti delle pagine 160-163