S. Babaï il grande (550-628)

Babaï il grande (550-628)

Babaï il Grande è un monaco, teologo e medico appartenendo alla chiesa della Persia, nato verso 550 e morto in 628 nel monastero del monte Izla, vicino a Nisibe di cui era l'abate. E' considerato come uno dei Padri più importanti della chiesa assira di cui ha espresso la dottrina sotto la sua forma classica. Assunse la direzione di fatto della chiesa di Persia durante la vacanza della sede del catholicos fin dal 608 fino a 628.

 

Rivelazione del mistero trinitario nell'Annunciazione

"Quando la beata Maria, dopo aver ricevuto l'annuncio, interroga l'angelo: « Come avverrà questo, se non conosco uomo ? », l'angelo espone il mistero dicendo: « Verrà lo Spirito Santo, e la potenza dell' Altissimo scenderà sopra di te: perciò colui che nascerà da te sarà santo e sarà chiamato Figlio dell' Altissimo.» (Lc 1, 34-35).

Ecco, dunque, le vere indicazioni circa le ipostasi che devono essere adorate in una natura eterna. Infatti, all'inizio di questa economia [l'economia dell'incarnazione] tale mistero [il mistero trinitaria] ci è stato rivelato."[1]

 

Maria, Madre di Cristo e Madre di Dio

Babaï il grande è rimasto fedele alla linea dottrinale di Nestorio. Ammette il titolo di Madre di Dio, riproponendo la teoria delle due ipostasi in Cristo : il Verbo assume l'uomo nato da Maria, ne ha fatto la sua abitazione, il suo tempio :

 

"Il nome Cristo, infatti, significa la divinità e l'umanità del Figlio in una sola persona, come è stato dimostrato sopra. Nella sua natura umana è nato da Maria, nel senso che si è a lei unito ; non infatti nella sua divinità, secondo la quale invece è nato ipostaticamente dai Padre senza successione temporale e prima di tutti i tempi, ad esempio del raggio e della parola, ma secondo la sua natura umana è nato dalla Vergine Maria, come abbiamo dimostrato.

Dio il Verbo ha preso questa natura [umana] all'inizio della sua formazione come uomo e in essa abitò come in un tempio, unitivamente e inseparabilmente, per tutta l'eternità.

Per questa unione ineffabile avvenuta nell'utero, la beata Maria è detta Madre di Cristo, perché Cristo è Dio e uomo : dalla sua natura infatti Maria ha generato l'uomo, che fin dall'inizio della sua formazione si è unito a Dio il Verbo.

Ma è detta anche Madre di Dio, perché Dio il Verbo ha assunto quest'uomo fin dall'inizio della sua formazione, e in esso ha abitato come in un tempio, per mezzo di un'unione personale.

Dio il Verbo non ebbe inizio da lei ; si dice infatti che egli è disceso dai cielo, ha preso un corpo e si è fatto uomo."[2]

 

[Babaï il grande giudica poi gli errori di Paolo di Samoaste e di Mani.]

 


[1] Babaï il grande, CSCO 80, 22-23 ; Testi mariani del I millenario, vol IV, Roma, 1991, p. 338

[2] Babaï il grande, CSCO 80, 69-70, Testi mariani del I millenario, vol IV, Roma, 1991, p. 339

 

N.B. La Chiesa cattolica e la Chiesa assira dell'Oriente (laquale non aveva partecipato ai concili di Efeso di Calcedonia), hanno fatto una dichiarazione cristologica comune nel 11 novembre 1994 (Leggere).