Maria e il Sinaï (G. Damasceno † ca. 750)

Maria e il Sinaï (G. Damasceno † ca. 750)

Il Damasceno applica testi dell'Antico Testamento alle realtà del Nuovo Testamento :

 

"Essa è una vetta più santa del monte Sinai, non ricoperta di fumo, di tenebra, di uragano, né di terribile fuoco, ma dello splendore radioso dello Spirito Santo. Là il Logos di Dio scrisse la legge su tavole di pietra per mezzo dello Spirito, che è il dito di Dio; qui, mediante l'azione del medesimo Spirito Santo e il sangue di Maria, il Logos stesso si fece carne e consegnò se stesso alla nostra natura quale più efficace rimedio di salvezza. Là essi ebbero la manna ; qui abbiamo colui che diede la manna e la sua dolcezza. La dimora costruita da Mosè nel deserto con ogni specie di metalli preziosi e prima ancora la tenda del padre nostro Abramo compaiano* in presenza di quella dimora di Dio che è vivente e spirituale."[1]

[1] San Giovanni Damasceno,

Homilia in Nativitatem, 6, PG 96,676 D.

 

Commento:

N.B *L'espressione "compaiono" va capita nella doppio fedeltà descritta dall'apostolo san Pietro : una fedeltà alle Scritture ed una fedeltà al Cristo:

 

19 E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.

20 Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione,21 poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio.

(2P1, 19-21)

 

"2 P 1, 19 sottolinea il fatto che sia necessario conoscere le profezie per conoscere correttamente Cristo. Pietro tiene conto dell'approccio di Giacomo, dandogli un'apertura: i giudeo-cristiani possono continuare di mangiare separatamente secondo Mosé finché il giorno comincia a spuntare e che sentono in se stessi la libertà e l'unità nuova che Cristo compie. I pagano-cristiani sono invitati a leggere l'Antico Testamento ed a ricevere lo Spirito Santo che si dà attraverso la saggezza biblica.

2 P 1, 20-21 sottolinea il fatto che il Cristo interpreta le Scritture. Pietro tiene conto dell'approccio di Paolo. Pietro valorizza il ruolo dello Spirito Santo che ha visto scendere sul pagano Cornellio come sui discepoli ebraici il giorno della prima Pentecoste."[2]

 

[2]Extrait de F. Breynaert, Révélation et révélations dans l'Ecriture sainte,

Actes du congrès de la PAMI (pontificia academia mariana internazionale), Lourdes 2008.