Epithaphios Threnos (secoli XIII-XIV)

Epithaphios Threnos (secolo XIII-XIV° greco)

Il libro liturgico quaresimale Greco, detto Triodion, contiene per il Sabato santo un servizio funebre per la morte du Cristo. Il rito è celebrato il Venerdì santo sera, per permettere ai numerosi fedeli di potervi partecipare.

Il servizio funebre, detto Epitaphios Threnos, contiene inni di rara bellezza cantati davanti al sepolcro preparato per l'occasione.

 

Seconda stanza.

Sei tramontato sotto terra, O Astro di Giustizia, e hai risvegliato i morti come da un sonno, dissipando tutta la tenebra dell'Ade.

Il Grano di duplice natura, fecondo di vita, oggì è seminato con lacrime nelle viscere della terra, ma domani germoglierà la Vita.

Quando Dio passeggiava nel paradiso, Adamo ebbe paura (cf. Gn 3, 8), ma ora gode della sua venuta, nell'Ade, perché ora risorge, mentre prima era caduto.

Ti offre libagioni di lacrime, o Cristo, la tua genitrice, mentre con la carne tu giaci nella tomba, e grida : 'risorgi, come hai predetto !'

[...]

Ahimè, Figlio, geme l'ignara d'uomo, e dice : 'Colui che miravo re, ora lo vedo sulla croce, condannato'. Così mi annunciò Gabriele quando discese, egli disse che il regno del Figlio mio Gesù sarebbe stato eterno (cf. Lc 1, 33).

Ahimè, è compiuta la profezia di Simeone, la tua spada ha trapassato il mio cuore, o Emmanuele (cf. Lc 2, 35).

Almeno, o Giudei, vergognatevi dei morti che ha risuscitato il Vivificante, Colui che voi, per invidia, avete ucciso !

Il sole tremò, vedendo la Luce invisibile (cf. Gv 8, 12), te, o mio Cristo, nascosto in un sepolcro, senza respiro, e oscurò la sua luce."

Piangeva amaramente, o Verbo, la Madre tua purissima, vedendoti nella tomba Dio, ineffabile, eterno.

Contemplando la tua morte, o Cristo, la Madre Immacolata, ti diceva, gemendo amaramente : 'Non attardarti tra i morti, o Vita !'"

 

Terza stanza.

Il corpo vivificante è seppellito da Giuseppe con Nicodemo.

Gridò la Vergine, versando lacrime ardenti, trafitte le sue viscere :

'O luce dei miei occhi, o dolcissimo Figlio mio, come puoi nasconderti ora in una tomba ?

per liberare Adamo ed Eva, o Madre, io soffro questa passione, non piangere !

Do gloria, Figlio mio, all'immensità della tua misericordia, per essa tu soffri questi patimenti.

Ti sei lasciato abbeverare di aceto e di fiele, o Misericordioso, per distruggere il gusto antico (cf. Gn 3, 6).

[...]

Risorgi, o Misericordioso, e facci risorgere dagli abissi dell'Ade !

Risorgi, tu che doni la vita, dice piangendo la Madre che ti ha generato.

Affrettati a risorgere, o Verbo, dissipa il dolore della tua Madre pura.

 


G. Gharib e E. Toniolo (ed) Testi mariani del secondo Millennio. 1. Autori orientali, Città nuova Roma 2008, p. 483-495 (estratti da F. Breynaert).