Maria e la Tenda del Convegno

Maria e la Tenda del Convegno

Maria e la Tenda del Convegno, o perché i titoli di" Santo" e "Figlio di Dio" sono da intendere nel loro senso pieno.

 

È opinione di non pochi esegeti che Lc 1,35 abbia delle affinità con Es 40,34-35:

Lc 1,35:

"Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Per questo colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio."

Es 40,34-35:

"Allora la nube coprì la Tenda del Convegno... Mosè non poté entrare nella tenda del convegno, perché la nube sostava su di essa e la Gloria del Signore riempiva la Dimora."

 

Luca parla dello Spirito Santo, ed il libro dell'Esodo parla della nube.

Luca parla della potenza dell'Altissimo che scende e copre Maria e l'Esodo parla della presenza di Dio nella nube che copre e adombra la Tenda del Convegno.

Perciò la Dimora è riempita dalla gloria di Dio ed il grembo di lei darà vita a Uno che sarà chiamato "Santo, Figlio di Dio".

 

La forza del parallelismo sta tutto qui:

Come la nube che avvolge la Tenda del Convegno significa che l'interno della Dimora è riempito dalla Gloria di Jahve, così la Potenza dello Spirito che scende e adombra Maria fa sì che il grembo di lei sia riempito dalla presenza di un Essere, il quale sarà Santo-Figlio di Dio. C'è un'equivalenza tra "la Gloria di Jahve" e gli appellativi " Santo-Figlio di Dio". Detto in altre parole: il bambino che dovrà nascere da Maria sarà di natura divina. Pertanto i titoli di" Santo" e "Figlio di Dio" sono da intendere nel loro senso pieno.

 

Conclude S. Lyonnet:

«Questa presenza divina che aveva in passato dimorato nel tabernacolo, aveva riempito la dimora tanto da proibirne a Mosè l'entrata ; poi abitato il Tempio di Gerusalemme, o più esattamente la parte più segreta di questo Tempio, il Santo dei Santi, questa presenza che doveva infine consacrare il tempio simbolico dell'era messianica, ecco che l'angelo Gabriele annuncia a Maria che sta per realizzarsi e quasi attualizzarsi nel suo seno, trasformando questo seno verginale in un santuario, un Santo dei Santi vivente ; questa presenza divina che ella dalla sua infanzia aveva imparato a venerare in un solo luogo della terra, là dove il sommo sacerdote solo entrava una volta all'anno nel gran Giorno dell'Espiazione, l'angelo Gabriele le insegna oggi che deve ormai adorarla in se stessa !»

S.LYONNET,
Il racconto dell'Annunciazione e la maternità della Madonna,
in la Scuola cattolica 82 (1954), p.441

 


Bibliografia :

A.SERRA, articolo Madre di Dio, nel Nuovo dizionario di mariologia, a cura di de Fiores, ed. san Paolo 1985, p.727-728

 

A.SERRA