Mt 1-2 : Maria e la Trinità

Mt 1-2 : Maria e la Trinità

[La parola Trinità è anacronistica nel vangelo ma è comoda per riassumere ciò che Matteo dice delle relazione di Maria con il Cristo Figlio di Dio, con il Padre e con il Santo Spirito.]

 

Maria e la Trinità in Mt 1

La verginità di Maria è l'aspetto umano di un'azione che coinvolge il mondo di Dio Trinità :

 

- Dio Padre : Gesù non è generato, diversamente da tutti i personaggi della genealogia da un padre umano, ma la sua generazione rimanda alla paternità di Dio (Mt 1,16) [1].

 

- Dio Spirito Santo : Il concepimento è messo in moto dall'intervento creatore dello Spirito Santo stesso in Maria (Mt 1,18).

 

- Dio Figlio : Il bambino generato in questa maniera è già stato chiamato dal profeta «il Dio con noi» (Mt 1, 22-23).

 

Maria e la Trinità in Mt 2

Il bambino non può essere «visto», ossia percepito dai magi se non accanto alla madre. Diversi autori hanno mostrato che in questo modo Maria è presentata come la regina madre del re.  Ma la qualità dei doni dei magi, in particolare dell'incenso, permette di pensare anche ad una possibile percezione della dimensione più che umana del bambino.

La sottolineatura, che Matteo fa della presenza (non indispensabile) della madre all'arrivo dei magi va valutata insieme alla completa assenza di Giuseppe nell'episodio.

Molti autori vedono nell'assenza di Giuseppe e nella presenza di Maria un'allusione al concepimento verginale, ossia al fatto che Gesù non è stato concepito da Giuseppe, ma per l'intervento creatore dello Spirito Santo in Maria. Non potrebbe esserci, inoltre, anche un riferimento trinitario ?

Presentandolo affiancato soltanto dalla madre, l'autore intende allusivamente riaffermare tutti i contenuti di Matteo 1,1-25 e lasciare intravedere sullo sfondo la dimensione trinitaria della nascita di questo bambino ?

 

Un indizio a favore di una tale lettura, potrebbe essere il rimando tra

- la scena dell'adorazione dei magi venuti rappresentanti delle «nazioni» distinte da Israele (Mt 2,11)

- e la prostrazione finale degli Undici discepoli (28,17) inviati a «tutte le genti» (28,19a).

 

In quest'ultima scena il tema trinitario emerge, esplicito e decisivo (Gesù manda battezzare "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28,19b).

 


Estratti da Ermenegildo MANICARDI, Maria e la Trinità nel Vangelo secondo Matteo, in "Marianum" 1-2, (2002), pp. 17-50. (soprattutto : p. 36-45), estratti scelti e presentati da F. Breynaert.