La Grecia e Maria, la Theotokos

La Grecia e Maria, la Theotokos

In Grecia la Madre di Dio è amata, lodata, onorata. L'eco del Concilio di Efeso (nel 431) continua a risuonare. La lingua, la liturgia, la letteratura, la pittura, tutto è stato messo al suo servizio.

La lingua greca forma i più bei titoli di Theotokos, portatrice di Dio, poiché porta nel suo seno Dio, che si incarna attraverso lei.

La liturgia, con l'inno akatista e con la preghiera spesso recitata: "Ricordando la santísima sempre Vergine Maria, la benedetta e gloriosa Madre di Dio, con tutti i santi, raccomandiamo noi stessi e gli uni e gli altri e tutta la nostra vita, a Cristo, nostro Dio".

Sant'Andrea da Creta († 740) invita ad unirsi a colei che chiama la Madre del Bello, per ricevere come lei, come l'impronta eccellente e divina, la nostra deificazione. San Giovanni di Tessalonica (verso il 630) medita sull'Assunzione di Maria, attribuendo a Maria un rapporto a volte materno e altre, fraterno, verso gli esseri umani.

Il monte Athos è un alto luogo di peghiera per i monaci, sotto lo sguardo di Maria. I Meteori sono un monastero per monaci di clausura.

Tra i santuari più popolari, citiamo quello di Tinos, relativamente recente (XIX secolo), con la Vergine dell'Annunciazione, e i numerosi miracoli che vi si producono; citiamo inoltre Crissoscalitissa con il suo pellegrinaggio dell'Assunzione e quello di Mandracchio, caro ai marinai.

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