Odilone di Cluny († 1049)

Odilone di Cluny († 1049)

La riforma di Cluny ha condotto ad una impressionante fioritura di monasteri e alla fondazione di numerose Chiese. Ha pure molto contributo allo sviluppo della pietà mariana.

San Odilone fù il quinto abate del monastero di Cluny.

Odilone ha sottolineato alcune virtù di Maria che presentano un'evidente analogia con i voti monastici.

 

L'episodio della presentazione di Gesù bambino al tempio gli offre l'opportunità di insistere sulla povertà della Madre :

 

« Era povera di possedimenti terreni, ma piena di benedizioni celesti... Era talmente povera che non aveva un agnello da offrire per il peccato ; ma era anche talmente ricca che, pur conservando la sua verginità, poté generare l'Agnello che toglie il peccato del mondo. »

Sermo III, PL 142, 1000 D.

 

Odilone era convinto che la totale povertà della Madre di Dio non fosse assolutamente incompatibile con la sua discendenza regale dalla casa di Davide, perché si tratta di una disposizione interiore che, lungi dall'impoverire l'anima, le conferisce una ricchezza spirituale incomparabile.

 

Sul tema della verginità di Maria, Odilone ritorna piuttosto frequentemente, per farne applicazioni alla vita del monaco :

 

« Ella ha preparato a colui che veniva nel mondo un tempio consacrato dalla virtù celeste e dedicato ad una verginità perpetua »

Sermo XII, PL 142, 1023 A.

 

Il santo abate si riferisce in particolare all'episodio del Calvario, quando Gesù affidò Giovanni a Maria come figlio e viceversa, per spiegare come questo reciproco affidamento fosse motivato dal fatto che Maria e Giovanni erano ambedue vergini (2).

 

Richiamandosi a Sant'Ambrogio e a San Girolamo, Odilone fa  una precisazione : Maria è il modello che devono imitare non solo le vergini che hanno consacrato la loro vita al Signore, ma anche gli uomini e in modo particolare i monaci :

 

« Da questo medesimo sermone (di S. Girolamo), le donne vergini, e non soltanto le donne vergini ma anche gli uomini vergini, possono imparare come devono militare verginalmente e virilmente per la Vergine dei vergini. »

Vita Odilonis 2,1, PL 142, 1028 A

 

L'obbedienza della Madre di Dio, secondo Odilone, si confonde con la sua mirabile umiltà. Commentando la risposta da lei data all'angelo : "Ecco sono la serva del Signore si faccia di me secondo la tua parola"(Lc 1, 38), Odilone afferma :

 

« Pur potendo riconoscersi signora di tutti i fedeli senza pregiudizio della sua sincera umiltà, ella non esitò a proclamarsi serva del Signore. »

Sermo IV, PL 142, 1003 A.

 

La contemplazione. L'impegno peculiare della vita monastica consiste nell'esercizio della contemplazione ; e Odilone non ha difficoltà a riconoscere nella vita della Vergine santa un modello eccelso di contemplazione.

Egli non ignora che Maria ha condotto anche una vita attiva e ne propone quale esempio la sua visita alla cugina Elisabetta. Ma egli puntualizza come in tal caso la Madre di Dio si sia dedicata all'azione con l'unico intento di fare del bene ad altri, e più propriamente all'anziana madre del futuro precursore di Cristo.

Però la sua preferenza era chiaramente indirizzata alla pratica della contemplazione, come sarebbe dimostrato dalla circostanza che, nel momento in cui ella ricevette l'annuncio dell'angelo, questi l'avrebbe trovata immersa in una profonda preghiera contemplativa (3).

 


[1] De virginibus 2, 2, 8, PL 16, 221 A ; Bibliotheca Ambrosiana 14/1, 172.

[2] Sermo XII, , PL 142, 1027 B.

[3] Sicuramente Odilone si è ispirato alle lunghe riflessioni che Sant'Ambrogio propone sulla vita di Maria nel suo trattato De virginibus. Vedi in particolare 2, 2, 10, PL 16, 221 BC ; Bibliotheca Ambrosiana 14/1, 172-174.

Leggere pure :

G. BAVAUD, La dévotion de saint Odilon à la Vierge Marie, in CongrZag III, pp. 571-582.

O. RINGHOLZ, S. Odilo der grosse Marienverehrer, Einsiedeln 1922


Estratti da :

L. GAMBERO, Maria nel pensiero dei teologi latini medievali,

ed San Paolo, 2000, p. 98-104,

sintesi da F. Breynaert