Incarnazione-misericordia. Simboli mariani.

Incarnazione-misericordia. Simboli mariani.

[Giovanni Mauropode canta l'incarnazione come la grande misericordia di Dio, e si rivolge a Maria tale madre che ha ottenuto questa misericordia.

Questo cannone è ricco di un simbolismo mariano (alberi, uccelli, acque) che si ritrova in alcune pitture occidentali, particolarmente durante la Rinascita.]

 

Rallegrati, Vergine e Madre immacolata,

sublime cipresso profumato, che si innalza dritto verso la sommità della divina contemplazione ;

cedro venuto dal Libano (cf. Ct 4, 8), robusto e sensibile agli umani pensieri,

ulivo fiorito il cui frutto spande le grazie dello Spirito ;

vigna fiorita che ha prodotto per il mondo l'uva matura che rallegra il cuore di quanti ti magnificano giustamente come Madre di Dio.

 

Rallegrati, illustre Vergine Madre,

dolce colomba dalle ali d'argento, gola dorata per le grazie dello Spirito ;

verginale tortora amica della casta solitudine,

rondine portando dopo l'inverno la grazia, la dolce primavera ;

silvia cinguettante per tutti la fede nella divina incarnazione ;

rallegrati, o Madre di questo Dio che accorda al mondo la grande misericordia.

 

Rallegrati, Vergine e Madre immacolata,

fonte dalla quale sgorga l'acqua viva ;

celeste rugiada che viene giù dall'Hermon sul monte di Sion (cf. Sal 133, 3) ;

pioggia che il nostro Dio ha ben voluto fa scorrere su tutta la terra del suo retaggio per innaffiarla e rinfrescarla per l'eternità ;

mare invalicabile, dolce e buono a bere, ma che inghiotte i generali e i cavalieri del Faraone (cf. Es 15, 19) ;

rallegrati, o Madre di Dio che dona al mondo la grande misericordia.

 

Verso di te io stendo le mani, apro le mie labbra macchiate per pregarti ; io fletto le ginocchia del mio cuore, tocco in spirito i tuoi piedi immacolati ;

Vergine pura, mi chino davanti a te ; guarisci gli insanabili mali che sopporto in gran numero da molto tempo ; cura le mie ferite, nella tua bontà, liberami dai nemici invisibili e visibili ; rendi leggero il fardello che mi rende pigro, che possa cantarti e glorificare te tramite la quale il mondo ha ottenuto la grande misericordia.

 


Giovanni Mauropode,

Canoni vari alla Madre di Dio. Modo plagale primo ; Stichirà, t5.

G. Gharib e E. Toniolo (ed) Testi mariani del secondo Millennio. 1. Autori orientali, Città nuova Roma 2008, p. 92

 

 

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