Enciclopedia mariana

Marco 3,20-21 e 22-30 e 31-35 : episodi collegati ?

Marco 3,20-21 e 22-30 e 31-35 : episodi collegati ?

L'episodio dell'incontro di Gesù con sua madre ed i suoi fratelli riceve la sua giusta interpretazione con i due episodi che precedono:

1. Il primo episodio (20-21) si limita all'iniziativa dei parenti (e allo stato attuale appare concluso, non registrando alcuna reazione da parte di Gesù).

2. Nel secondo episodio (22-30)gli scribi accusano Gesù di essere indemoniato. A questi Gesù risponde nei v.23-29, concludendo che la loro calunnia viene da un accecamento, da un peccato contro lo Spirito santo.

3. L'episodio che segue (31-35), vengono la madre e i fratelli di Gesù. Gesù invita tutti ad essere discepoli.

 

1) Il primo episodio vv 20-21.

I parenti non vengono da Gerusalemme, luogo per antonomasia ostile a Gesù, né appartengono alle autorità che lo condanneranno; essi pure fanno parte della Galilea delle «genti», delle folle povere, bisognose di luce e di salvezza,'" alle quali Gesù annuncia con autorità il vangelo del Regno e per le quali opera prodigi. La Galilea è il luogo della grande attività di Gesù e degli eccezionali risultati apostolici. Ma a tutti coloro che guarisce o accosta a vari livelli, egli impone il «segreto messianico»: cerca di farli tacere circa la sua identità perché le loro prospettive sono troppo umane; perché il destino doloroso del Figlio dell'uomo li scandalizza, come avverrà per Pietro e poi per i Dodici, i quali non comprendono - come la maggior parte della folla - il mistero di Gesù e il significato della sua missione.

 

Il v. 20 ha funzione introduttiva, riproponendo la descrizione cara all'evangelista dell'enorme concorso di folla, col riferimento al cibo, che trova un evidente parallelo in 6,31. Proprio tale situazione di vita quasi impossibile e senza riposo, unita all'incomprensione da parte dei capi e maestri del popolo può avere spinto i parenti a mettersi in cammino per andare a riprendersi il loro familiare.

 

Il v 21 può essere illuminato dal confronto con l'episodio della sinagoga di Nazaret. Dopo una serie di notevoli prodigi, che hanno suscitato lo stupore generale, Gesù si trova di fronte all'incredulità di coloro che umanamente gli sono più vicini.

Siamo qui di fronte ad un problema teologico fondamentale per Marco. Si tratta di entrare nei la cerchia dei suoi. Non vi è presente neppure un rifiuto od un'esclusione dei suoi dalla comunità che si va formando attorno al Maestro, ma piuttosto un invito implicito ad entrarvi, ovviamente alle condizioni nuove richieste per tutti.

 

2) Il secondo episodio vv 22-30.

Gli scribi venuti da Gerusalemme sono i nemici ufficiali che non solo non hanno capito, ma ripetutamente hanno giudicato e condannato Gesù, anzitutto nel loro intimo (cf. 2, 6-7), facendo una scelta di campo contro di lui, assumendo un atteggiamento di chiusura e di rifiuto, tali da essere accusati di peccato nei confronti dello Spirito santo e minacciati di condanna eterna. Questa seconda scena, incorniciata dall'espressione "dicevano", greco ('elegon), che ricorre a conclusione della pericope (v 30) come all'inizio (v. 22), conserva anche un certo legame - e non unicamente formale - col v. 21, sempre grazie all' "dicevano ('elegon")

 

3) Il terzo episodio vv 31-35

Nonostante il clima profondamente diverso, presenta alcuni contatti di fondo con il v. 21, mentre scarsi sono i punti di incontro con i vv. 22-30. Nei confronti del v. 21 si dà una certa continuità a livello di clan o ambiente familiare ; tutti due i gruppi vanno verso di lui, anche se con intenzioni diverse ; l'uno e l'altro si trovano fuori: i primi all'esterno della casa dov'è Gesù con i suoi, i secondi all'esterno di coloro che sono seduti attorno a lui.

Alla luce dei vv. 31-35 - episodio più articolato ed esplicito - la prima scena, molto più breve e senza alcuna risposta da parte di Gesù, acquista un senso più compilato e indubbiamente più positivo.

 

Il v. 31 inizia con il presente storico "'erketai" che conferisce immediatezza e vivacità al discorso. Come si è osservato, il verbo di per sé non significa arrivare - come solitamente si traduce, sotto l'influsso del v. 21 - ma venire, a testimonianza dell'originale indipendenza della pericope ed anche della diversità dell'episodio e dei personaggi.

 

v. 32. La madre e i fratelli si trovano all'esterno (v 31.32) della folla raccolta intorno a Gesù, a livello spaziale, ma soprattutto simbolico. Il «dentro» e il «fuori» hanno senso e si spiegano, dunque, nei confronti della famiglia spirituale che si raduna intorno a Gesù. Le posizioni, tuttavia, non sono stati che né definitive: quelli di fuori sono chiamati a far parte del gruppo che è dentro. Ma difficilmente essi ne sono coscienti e per il momento si limitano a cercare Gesù dall'esterno.

 

La domanda del v. 33 «chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?» segna la «crisis» Certo si tratta di un linguaggio duro, difficile da comprendere e da accogliere da parte della madre e dei fratelli; vengono messi in crisi nella loro appartenenza a Gesù: da parenti sono sollecitati a farsi discepoli.

 

Nel v 34, I suo sguardo privilegia coloro che siedono attorno a lui, verosimilmente in ascolto della parola di Gesù. E proprio in questo ascolto assiduo della sua parola che si entra a far parte della nuova parentela.

 

Il v.35, precisa ulteriormente l'identità di coloro che appartengono alla nuova parentela di Gesù: si tratta non solo dei presenti, ma di chiunque - ascoltando la parola di Gesù - faccia la volontà di Dio. Bisogna dire che il discepolo non può essere mai chiamato padre di Gesù nemmeno figlio suo, dato che ogni figliolanza, proviene dal Padre.

 


Alberto VALENTINI

Estratti da Alberto VALENTINI,
Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli ? (Mc 3,31-35)
in Marianum n°148/2 (1995) ROMA 1995, pp. 645-684

Estratti presentati da F. Breynaert.