L’inimaginable incarnation (Bartholomaios Ier)

L’inimaginable incarnation (Bartholomaios Ier)

L'amour sublime de Dieu pour les hommes a choisi un mode de salut qui ne pouvait pas être prévu par l'esprit de l'homme, habitué à penser Dieu dans son immensité.

La kénose, c'est-à-dire Dieu qui se vide et se manifeste comme homme, était inimaginable.

Encore plus inconcevable était et est sa conception dans le ventre d'une femme et l'existence d'une femme digne d'accueillir dans son propre corps la divinité et de devenir Mère de Dieu incarné.

Ceci constituait un scandale ou une sottise, et pour beaucoup cela l'est encore aujourd'hui. La logique humaine rapporte à Dieu les qualités qu'on imagine que possède ou doit posséder l'homme fort; donc ni l'humilité, ni s'abaisser, ni l'amour jusqu'au sacrifice de soi.

Malgré cela, l'inimaginable - qui avait aussi été prophétisé - est arrivé. D'une part, il s'est trouvé une femme d'une telle pureté qu'elle soit digne de pouvoir concevoir, enfanter et faire grandir le Dieu-homme Jésus-Christ. De l'autre, Dieu s'est vidé lui-même de la gloire de sa splendeur et il s'est révélé sur la terre comme homme humble.

Cet événement remplit d'admiration et de stupeur l'auteur de l'Akathiste, et tout long de l'hymne il manifeste son admiration infinie soit envers Dieu, soit envers la Toute-, la Mère de Dieu.


Sa sainteté Bartholomaios Ier, patriarche de Constantinople,

Interview avec Gianni VALENTE, in "30 Giorni", décembre 2004.

G. Gharib e E. Toniolo (ed) Testi mariani del secondo Millennio.

I Autori orientali, Città nuova Roma 2008, p. 958-959

L’inimmaginabile incarnazione (Bartholomaios I°)

Il sublime amore di Dio per gli uomini ha scelto un modo di salvezza che non poteva essere previsto dalla mente dell'uomo, abituato a pensare Dio nella sua immensità.

La kenosis, cioè, il svuotamento di Dio, il suo manifestarsi come uomo, era inimmaginabile. Ancor più inconcepibile era ed è il suo concepimento nel ventre di una donna e l'esistenza di una donna degna di accogliere dentro il proprio corpo la divinità e di diventare Madre di Dio incarnato. Questo costitutiva scandalo o stoltezza, e per molti lo rappresenta anche oggi. La logica umana riferisce a Dio le qualità che immagina possieda o debba possedere l'uomo forte ; quindi non l'umiltà, l'abbassarsi, l'amore fino al sacrificio di sé.

Malgrado ciò, l'inimmaginabile - che pure era stato profetizzato - è avvenuto. Sa una parte, si è trovata una donna di tale purezza da essere degna di poter concepire, partorire e far crescere il Dio-Uomo Gesù Cristo. Dall'altra, Dio ha svuotato se stesso della gloria della sua magnificenza e si è manifestato sulla terra come 'umile uomo'.

Questo evento riempie di ammirazione e stupore l'autore dell'Akatistos, che perciò lungo tutto l'inno manifesta la sua infinita ammirazione sia verso Dio, sia verso la Tuttasanta Madre di Dio.


Sua Santità Bartholomaios Ier, patriarca ecumenico di Costantinopoli,

Intervista con Gianni VALENTE, in "30 Giorni", dicembre 2004.

G. Gharib e E. Toniolo (ed) Testi mariani del secondo Millennio.

I Autori orientali, Città nuova Roma 2008, p. 958-959